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Il cucchiaino salva-spumante: verità o leggenda?

Forse non sapete che... - Aneddoti e curiosità su cibo e dintorni


Avete invitato alcuni amici a cena, la serata è andata più che bene e ora gli amici sono tornati a casa. Adesso tocca a voi sparecchiare la tavola, riporre il cibo avanzato in frigorifero e... cosa fare di quella bottiglia di spumante (o champagne) ormai aperta e bevuta solo a metà?
È davvero un peccato versare nel lavandino un vino così buono! Finire da soli la bottiglia dopo una cena abbondante, e soprattutto con la sveglia puntata alle sette, non sembra un'idea intelligente.
Quindi, come possiamo fare per conservare le preziose bollicine?
Le opzioni sono due: dotarsi di un nuovo tappo, oppure prendere un cucchiaino da caffè e inserirlo capovolto nel collo della bottiglia.
Leggenda vuole, infatti, che tale metodo preservi l'effervescenza del vino.
Realtà o fantasia?
Tale abitudine – la cui origine sembra avvolta nel mistero – è però talmente nota e diffusa che alcune Università e gruppi di esperti viticoltori di tutto il mondo hanno effettuato diversi
esperimenti per verificare, una volta per tutte e con metodi scientifici, la validità della teoria.
In pratica, sono state aperte alcune bottiglie di “bollicine”: in alcune è stato inserito un cucchiaino, in altre no.
In seguito a verifiche di vario genere, il risultato ha parlato chiaro: la perdita di massa nelle bottiglie con il cucchiaino è identica a quella delle bottiglie senza. In altre parole, il cucchiaino
non serve a nulla.
La morale è sempre la stessa: sprecare il cibo e le bevande è una brutta abitudine.
Meglio quindi acquistare bottiglie di formato ridotto... oppure pasteggiare a champagne – anche se leggermente sgasato – il giorno successivo alla cena con gli amici.

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