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Strane bacche dentro le tazzine...

Breve storia di una bevanda deliziosa!

Narra la leggenda di un pastore arabo che, dopo una lunga giornata trascorsa insieme al suo gregge di capre, entrò di corsa in casa di un amico stringendo in mano alcune bacche scarlatte.
L'amico, incuriosito, domandò che cosa fosse successo.
Il pastore rispose che le capre, dopo aver mangiato il frutto sconosciuto, avevano iniziato a saltare e correre come in preda ad una forte eccitazione.
I due, allora, decisero di far bollire le bacche e di ricavarne un infuso.
La bevanda che ne trassero era sì forte e amara, ma infondeva in tutto il corpo un piacevole calore e una leggera sensazione di benessere.
Non solo, ma rendeva anche la mente incredibilmente lucida e vigile.
Nel corso del 1600, infrangendo la legge che proibiva l'esportazione del divino frutto all'estero, alcuni Musulmani caricarono un sacco pieno di semi su di una carovana e varcarono i confini dell'Arabia.
Fu così che, già verso la fine del secolo, numerose piantagioni di caffè fecero la loro prima apparizione nelle calde regioni dei Tropici.
Importato in Europa dai mercanti veneziani, riscosse subito un immenso successo: in Italia, la prima "bottega del caffè" venne inaugurata a Venezia nel 1640.
Benché originario dell'Africa Orientale, il caffè è a tutti gli effetti patrimonio della cultura araba, che di fatto fu la prima a scoprire le virtù della misteriosa bacca.
Il nome "caffè" deriva dal turco "kahve", termine in un primo momento usato per indicare qualsiasi tipo di bevanda eccitante e stimolante, e solo in seguito utilizzato con il significato a noi noto.
Secoli dopo il curioso – e probabilmente mitico – episodio delle capre e della bacche, il caffè continua a riscuotere un successo planetario. E da allora, si è evoluto in tutte le varianti conosciute: dalla moka alla cialda, dall'espresso al solubile, dal decaffeinato al ginseng.
Quale sia il migliore è impossibile dirlo: l'importante è sapere che ce n'è davvero per tutti i palati.

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