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Mani e posate, istruzioni per l'uso dall'Antica Roma fino al Giappone

Posate e cucina dai tempi antichi ai tempi moderni

Non ci sono dubbi: la cucina è l'ambiente più spumeggiante e vitale della nostra casa, dove ci rilassiamo, chiacchieriamo e creiamo mille manicaretti.
Ovviamente, nei corso dei secoli – e nelle diverse aree del mondo – il nostro modo di vivere e di comportarci in cucina ha subito mutamenti epocali: per scoprire alcune curiose differenze tra noi e i nostri antenati e tra l'Italia e il resto del mondo, facciamo un breve salto di quasi duemila anni alla scoperta di come si porta il cibo alla bocca.
Per i nostri antenati romani il pasto più importante della giornata era la “coena” (da leggersi cena), gli altri due – più leggeri – erano lo “jentaculum” e il “prandium”, pressoché corrispondenti ai nostri colazione e pranzo.
Ecco: basti pensare che i Romani delle classi più agiate consumavano la cena sdraiati, appoggiati sul braccio sinistro così da poter utilizzare il destro per afferrare, con le dita, le pietanze dai tavolini posati di fronte.
Nel Medioevo, invece, si era soliti consumare due pasti: un pranzo sostanzioso e una cena più leggera. E a tavola non si usavano forchette, che sarebbe arrivate solo nei secoli successivi, ma solo cucchiai e coltelli: di solito, l'ospite portava con sé il proprio coltello e veniva “prestato” solo agli invitati di un alto livello.
Quando poi vi troverete a ordinare un sushi, ricordatevi alcune semplici regole: non chiedete un coltello (non si taglia!), mangiate in un solo boccone ogni pezzo, tenete le bacchette con le estremità delle dita (non impugnatele!) e nei momenti di pausa posatele sul tavolo una accanto all'altra.
In conclusione, sia che via piaccia mangiare sdraiati o senza forchetta, l'importante è che la cucina sappia unire il vostro gusto personale con alti livelli di qualità: solo così sarà l'ambiente più bello e importante della vostra casa, in cui sentirvi perfettamente a vostro agio!

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