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L'arma è... davvero gustosa!

Cosciotto d'agnello, racconto di Roald Dahl

“La solita storia – disse il poliziotto – trovata l'arma, trovato l'assassino.”
Peccato che l'arma del delitto sia proprio sotto gli occhi – e tra i denti – del poliziotto e dei suoi colleghi.
“Cosciotto d'agnello” è uno splendido racconto scritto da Roald Dahl (autore tra gli altri de La fabbrica di cioccolato, Matilda e Il Ggg – Il Grande gigante gentile), contenuto nell'antologia “Storie impreviste”, una imperdibile raccolta di racconti brevi e fulminanti, dove il finale non è mai quello che ci saremmo aspettati.
Tutta la narrazione di “Cosciotto d'agnello” si svolge nella cucina di due sposi, Patrick e Mary: lui è un poliziotto, lei è casalinga. Lui, stanco della vita coniugale, ha appena annunciato alla moglie di volerla lasciare. Mary però non ci sta. E decide di non concedere a Patrick alcuna via di fuga. Ormai è ora di cena: Mary sceglie di cucinare proprio un cosciotto d'agnello. Però la succulenta pietanza, pesante e congelata, verrà prima usata per ben altri scopi. Pochi minuti più tardi, Mary chiamerà i colleghi di Patrick per avvisarli che qualcuno, probabilmente un ladro, ha ucciso il marito colpendolo alla testa; in quel momento, il cosciotto d'agnello sta già rosolando dentro il forno. Dopo le domande di rito e i primi rilevamenti, i poliziotti accetteranno di buon grado l'offerta di Mary di fermarsi a cena per assaggiare la sua specialità. E quando, durante il pasto, uno degli agenti dirà “Magari l'abbiamo proprio sotto il naso, l'arma del delitto”, a Mary scappò da ridere.
Così si chiude la storia, lasciandoci con la voglia di leggerne e leggerne ancora.
Magari proprio partendo dal primo racconto dell'antologia, intitolato “Palato”: un piccolo gioiello per tutti gli amanti delle cucine raffinate, dei cibi sofisticati e dei vini più rari e deliziosi. Un altro splendido esempio di quante emozioni nuove e diverse ci riservi, ogni volta, la nostra amata cucina.

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